In biblioteca ero nello scaffale nuovi arrivi, obiettivamente non potevo farmelo scappare (avevo letto l'entusiastica recensione su Tuttolibri, mica cazzi). Anche Biondillo lo conosco poco, a parte sapere che è un architetto e che scrive su Nazione Indiana. Il titolo ricorda il film di Jim Sheridan, anzi è lo stesso, ma direi che non ci sono collegamenti evidenti tra le due cose. Di certo possiamo dire che i noir ambienti a Quarto Oggiaro (scenografia di Fame Chimica) devono essere stati una buona palestra per Biondillo. La storia è quella di un uomo che si ritrova un po' all'imporvviso faccia a faccia con il divorzio dalla moglie e la separazione forzata dalla figlia. Non proprio un divorzio all'italiana, piuttosto la storia di una relazione mutilata da un padre e sua figlia, fortemente osteggiata da quell'arpia dell'ex moglie. In pratica il protagonista vorrebbe incontrare la figlia ma non può dal momento che non è il genitore affidatario (e che la moglie è un po' stronza). La parte interessante è che le ragione del divorzio nemmeno il protagonista le comprende fino in fondo, le scopre poco a poco, quasi fossero l'assassino di un romanzo giallo. Ed è proprio questa la cosa figa: la capacità dell'autore di variare su pià generi (denuncia sociale, romanzo familiare ed anche un po' di noir e poliziesco) che conferisce al libro un carattere particolare, lontano dalle conclusioni scontate e dai giudizi sociali facili. Immagino che affrontare la tematica dei genitori non affidatari non fosse facile, il risultato di certo è sorprendente, ora posso tranquillamente dedicarmi ai romanzi dell'Ispettore Ferraro.
Autore: Gianni Biondillo
Titolo: Nel nome del padre
Editore: Guanda, Narratori della Fenice, 2009
Avuto sottomano: prestito bibliotecario
Autore: Gianni Biondillo
Titolo: Nel nome del padre
Editore: Guanda, Narratori della Fenice, 2009
Avuto sottomano: prestito bibliotecario
