venerdì 6 novembre 2009

Ari Folman - Valzer con Bashir

Valzer con Bashir racconta di un ex soldato israeliano, divenuto adulto, che cerca di ripercorrere gli anni della prima guerra del Libano. Su di sè ha compiuto un processo di rimozione, tant'è che nulla ricorda di quel periodo, in particolare della strage di Sabra e Chatila. Ma il racconto di un sogno da parte di un suo amico, lo risveglia. Decide così di intervistare i suoi compagni d'armi per ricostruire ciò che è stato taciuto prima e distrutto poi.
La scelta di trattare la guerra con un film d'animazione può essere, da un certo punto di vista, sconcertante, ma la mia opinione al riguardo è che una storia del genere non poteva essere resa meglio se non così. Per due motivi: primo perché il percorso a ritroso compiuto dal protagonista è basato su ricordi, impressioni e sogni, quindi nulla di certo e di concreto come infatti è l'animazione; secondo perché il tema della guerra e della morte, essendo di per sè osceno e irripetibile, può essere rivissuto cinematograficamente solo se viene reso unico. Paradossalmente quindi un film di guerra diventa un cartone animato in cui si racconta un pezzo di storia sia civile sia personale. In questo modo il regista israeliano offre la possibilità al proprio popolo di compiere una seduta psicoanalitica collettiva, dove poter portare in superficie quello che è stato apparentemente cancellato dalla memoria comune.

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