giovedì 12 novembre 2009

Lorenzo Licalzi / Marco Vicario - Sette uomini d'oro


Mizzica a me Licalzi piace sempre, indistantamente, sia che scriva cose egregie che cagate colossali, non fa differenza. Se avete letto Io no, Non so e soprattutto Il privilegio di essere un guru (se non li avete letti vergognatevi, dite tre Pater Noster e due Ave Maria e procurateveli al più presto) saprete di cosa parlo. Massì, quelle storie da due soldi che non ti frega niente che poi però dopo che le hai lette dici: “ah però che bella storiella, me ne leggerei un’altra tonnellata” (a onor di cronaca bisogna dire che quando Licalzi scrive cagate pazzesche il sentimento non è proprio identico). Vabbè, 7 uomini d’oro è una storia di provincia, con tre protagonisti (ma non dovevano essere 7?) buffi e piuttosto imbecilli che compiono imprese abbastanza inverosimili ma chissefrega, il libro scorre veloce, la trama regge, ci sono momenti di alta comicità, storie da bar, ganster d’altri tempi e mignotte, insomma un’alchimia di cazzate e ironia sapientemente mescolata il cui risultato è un libro solido cui non manca niente (c’è pure li spazio per la riflessione sull’amicizia eterna, cheppalle). Ed in più lo strumento della citazione (7 uomini d’oro ma non solo) come fonte di ispirazione per la trama risulta efficace. Insomma, er mejo per i viaggi in treno e pullman di durata superiore alle due ore.

Autore: Lorenzo Licalzi
Titolo: Sette uomini d'oro
Edizioni: Rizzoli, 2008
Avuto sottomano: prestato da mia sorella


E mo’ vi beccate pure il film. Vicario prima di dedicarsi a una serie di commedie erotiche all’italiana (Homo Eroticus, L’erotomane, Paolo il caldo e Mogliamante solo per citarne alcuni) sforna sto filmetto che solo per i costumi, le acconciature e le chiappe della Podestà può rivaleggiare a pieno titolo con The Italian Job. La trama è la solita, il colpo del secolo che finisce in vacca, qualche colpo di scena, colonna sonora lounge, dialoghi ridotti al minimo storico, apparecchiature fantascientifiche e poliziotti imbecilli, accenti improbabili e altrettanto improbabili personaggi. Fighissimo, Eugenio consiglia soprattutto il remake di Franco e Ciccio, Due uomini d’oro.

Regista: Marco Vicario
Titolo: Sette uomini d'oro
Italia, 1965

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